Festival di Danza di Cannes | dal 29 novembre al 15 dicembre 2019

“Il mio desiderio era che il Festival di Danza di Cannes, sotto la direzione artistica di Brigitte Lefèvre, desse vita a un vero e proprio progetto unificatore sul territorio della Costa Azzurra. Così è diventato il primissimo evento culturale vincolato al marchio ombrello territoriale CÔTE d’AZUR FRANCE e si svolgerà dal 29 novembre al 15 dicembre 2019. Questo Festival esalta valori morali, artistici e atletici in accordo con quelli della nostra città”, David Lisnard, Sindaco di Cannes.


Questa 22 ͣ edizione, con 24 compagnie arrivate da tutto il mondo per presentare le loro ultime creazioni o le loro opere emblematiche, offre una visione eclettica dell’arte coreografica, mettendo insieme l’eccellenza della danza classica, esperienze contemporanee audaci, l’energia dell’hip-hop, danze ancestrali rivisitate, opere segnate dalla poesia e innovative fusioni artistiche.


In totale verranno proposte 21 rappresentazioni, delle quali 15 a Cannes e 6 presso i teatri che collaborano all’evento, durante 3 week-end consecutivi.

Tra le creazioni, il Festival presenterà 3 prime mondiali:

    Magma, con gli artisti Christian Rizzo, Marie-Agnès Gillot e Andrès Marín

    Ma mère l’Oye, della compagnia Didascalie di Marion Lévy, associata all’Orchestra di Cannes, e con gli allievi-ballerini del Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower

    Butterfly, della compagnia S’Poart di Mickaël Le Mer

Nell’ambito del festival verranno anche organizzate proiezioni cinematografiche, un convegno tematico, degli incontri con artisti e coreografi, un seminario, dei laboratori e delle master class, per apportare uno sguardo diverso sulla danza ai semplici curiosi, ai dilettanti o ai professionisti in questo campo.


Una programmazione che rivela la danza in tutta la sua diversità, con una ricchezza coreografica proveniente da Stati Uniti, Brasile, Germania, Russia, Portogallo, Guadalupa, Finlandia, Svizzera, Tunisia, Lituania, Francia.


Il nuovo nome, Festival di Danza Cannes - Côte d'Azur France, e le importanti collaborazioni artistiche sono stati sviluppati assieme alle 6 maggiori strutture culturali del territorio, grazie all’impulso di Brigitte Lefèvre, che si occupa della direzione artistica del Festival dal 2015.


È così che Anthéa ad Antibes accoglierà la compagnia brasiliana São Paulo Dance Company con Odisseia di Joëlle Bouvier e altre opere coreografiche brasiliane, tra cui l’ultima creazione di Cassi Abranches, una prima francese. Il Teatro Nazionale di Nizza ospiterà da Aix-en-Provence Josette Baïz, con l’opera La Finale, mentre Kubilai Khan Investigations, compagnia con sede a Toulon, verrà accolta a Carros con Something is wrong. Verrà anche reso omaggio ad altri artisti molto impegnati nella regione Sud Provenza Alpi-Costa Azzurra: Arthur Pérole, artista associato al Théâtres en Dracénie, presenterà la sua ultima creazione Ballroom a Draguignan. La Compagnie Humaine, basata a Nizza, e la sua creazione Mon Corps Palimpseste verranno invece presentate presso Scène 55 a Mougins durante la serata condivisa con Parallèles, di Raphaël Cottin e Jean Guizerix. In prima mondiale, al Teatro di Grasse, Ma mère l'Oye, della coreografa Marion Lévy, artista associata del Teatro, riunirà l’Orchestra di Cannes diretta da Benjamin Levy e gli allievi ballerini del Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower.


A Cannes, al Palazzo dei Festival, aprirà le danze il Béjart Ballet Lausanne, a cui faranno seguito i prestigiosi Ballet Stanislavski di Mosca con Giselle, il Ballet de l’Opéra national du Rhin con l’opera Lago dei cigni rivisitata da Radhouane El Meddeb, gli americani del James Sewell Ballet nello straordinario Titicut Follies, la coreografa tedesca Sasha Waltz, per la prima volta a Cannes, con la sua emblematica opera Körper, e in chiusura l’opera più attesa del Festival, Magma, con Marie-Agnès Gillot, étoile dell’Opera di Parigi, Andrés Marín, icona del flamenco, e Christian Rizzo, artista di Cannes (regista, scenografo e coreografo).


Sugli altri palchi di Cannes, le opere di Noé Soulier e The Falling Stardust di Amala Dianor reinterrogano la danza classica in un linguaggio contemporaneo, A l'Ouest di Olivia Grandville offrirà invece un’immersione nelle pulsazioni delle prime popolazioni del Canada, Chantal Loïal interrogherà l’eredità della quadriglia della Guadalupa in Cercle égal demi Cercle au Carré, mentre la Compagnia Yeah-Yellow con Dos au mur e Mickaël le Mer con la sua creazione Butterfly metteranno in scena una scrittura hip-hop singolare e raffinata.


Per la 3 ͣ edizione, la Plateforme Studiotrade illustrerà il dinamismo della scena coreografica indipendente europea attorno al lavoro di quattro compagnie venute appositamente da Lituania, Finlandia, Portogallo e Germania, e i giovani talenti del Cannes Jeune Ballet Rosella Hightower si esibiranno in una coreografia di repertorio e in altre opere create invece su misura per loro.


Molteplici eventi importanti, con 15 creazioni 2019 di cui 3 prime mondiali, 2 prime francesi e 1 prima europea.


In Magma saranno messe in scena sensibilità e stravaganza creatrice. Quest’opera, commissionata dal Festival di Danza su un’idea di Brigitte Lefèvre, è una delle creazioni più attese di quest’edizione. Riunisce tre mostri sacri: Marie-Agnès Gillot e Andrés Marín nell’universo di Christian Rizzo, attorno a un tema che potrebbe essere: quali sono i fantasmi che abitano dentro di noi? In qualità di artisti di rilievo, ognuno di loro è segnato da altri corpi, che siano quelli dei loro illustri predecessori, dei loro fantasmi, o dal modo in cui una certa pratica modella un fisico. Questo fantasma, una sorta di definizione arcaica del Duende, è implicitamente il territorio della loro quotidianità “dove la poesia dialoga con la tensione e l’elasticità del vuoto che uniscono i corpi”, ci spiega Christian Rizzo.


Ma mère l’Oye, che riunisce attorno alla magnifica partitura di Maurice Ravel l’Orchestra di Cannes, diretta da Benjamin Levy e la creazione coreografica di sua sorella, Marion Lévy, con gli allievi ballerini del Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower, è l’altro evento clou di questa edizione. Per mezzo di otto ballerini del PNSMD2 e di tutti i musicisti dell’orchestra, Marion Lévy lavora sul doppio, sul turbamento, sulla realtà, la finzione e i legami ambigui che collegano un mondo all’altro. La coreografa sarà in scena con una ballerina che le somiglia, Natacha Kierbel, e che la trascinerà nel suo universo fantastico che altro non è che la stessa orchestra. Stravolgendo i leggii e le abitudini, si tratterà di mettere in danza differenti linguaggi, di giocare sulle rotture concedendosi tutta la l’originalità possibile.


Si portano in scena le trasformazioni anche nell’opera Butterfly, con tre donne e sei uomini, dove Mickaël Le Mer s’interessa alle mutazioni individuali e sociali creando un parallelismo tra umani e farfalle. Con i suoi magnifici ballerini e trasportato da una scrittura hip-hop molto raffinata, il coreografo ci farà entrare in un mondo tanto leggero quanto delicato.


Altri eventi salienti: il Ballet Stanislavski di Mosca, che non si esibisce in Francia da 64 anni, verrà a presentare in una data unica (assieme al suo nuovo direttore artistico, il ballerino étoile francese Laurent Hilaire) Giselle, un’opera imperdibile del patrimonio coreografico.


Unica data in Europa per l’opera Titicut Follies, audace progetto di James Sewell Ballet, che si è immerso nel documentario di Frederick Wiseman per esplorare l’universo della follia, coniugando all’eleganza della danza classica e al rigore della danza contemporanea la libertà della danza moderna americana.


Infine, Paola Cantalupo e Brigitte Lefèvre ci tenevano a far scoprire i giovani ballerini del Pôle National Supérieur de Danse Rosella Hightower e il Cannes Jeune Ballet, con delle creazioni affidate per l’occasione a Emilie Lalande, Filipe Portugal, Arthur Perole e riproponendo un’opera di Emanuel Gat, intitolata COUZ.

Arthur Perole crea un triplo assolo, una sorta di ritratto cinese che esplora le aspettative e i sogni, i ricordi e i tormenti di questi tre giovani ballerini agli albori della loro carriera. Lavorando come un regista, il coreografo gioca sulle comparazioni, sul contrappunto, sulla saturazione, sull’aumento che provoca questo “sdoppiamento a tre” delle testimonianze. Emilie Lalande, in Idôle(s) s’ispira alle emozioni che possono vivere le star e i loro fan. Movimenti di folla, manipolazione dell’Idolo, gioia intensa e dissidi: è l’occasione per la giovane coreografa di lavorare con sedici allievi del PNSMD 2 in un’atmosfera musicale retro-vintage, strizzando l’occhio a Elvis, Bardot e ovviamente, alla leggendaria scalinata del Palazzo dei Festival di Cannes. Infine, Filipe Portugal, ballerino étoile del Ballet di Zurigo, ci offrirà la sua creazione a partire dal vocabolario classico, sul tema de La Rencontre (L’incontro). Con l’insieme del Cannes Jeune Ballet, ovvero cinque ragazzi e sette ragazze, sulle punte, ne esplorerà tutti gli aspetti. Dall’intensità del primo appuntamento alle metamorfosi o evoluzioni che queste possono provocare.



Oltre agli spettacoli, il Festival di Danza di Cannes – Côte d’Azur France propone dei momenti di scambio e condivisione, un percorso cinematografico e un convegno tematico in stretto legame con i coreografi e le compagnie invitate.


Un percorso cinematografico

In collaborazione con il Centro Nazionale di Danza e Cannes Cinema, verrà presentata una programmazione di film documentari che ruotano attorno a figure cardine della danza come Maurice Béjart, Sasha Waltz, Christian Rizzo, Brigitte Lefèvre o figure collegate al processo di creazione del balletto Titicut Follies.


Convegno

Il Festival, che tiene molto alla sua partecipazione nella costruzione della ricerca nell’ambito della danza, continua la collaborazione con la sezione danza dell’Università Côte d’Azur, il Centro Nazionale della Danza e l’Associazione dei Ricercatori per la Danza e ospiterà il 9 ͦ convegno – laboratorio di danza sul tema “Intrattenersi: far parlare la conoscenza del corpo”.

Suddiviso in tre giornate, questo convegno metterà in evidenza il modo in cui si formulano le conoscenze dei ballerini al di là del movimento dei corpi. Una ricerca appassionante tra oralità e corporeità.

Momenti di scambio e condivisione

Il Festival di Danza Cannes - Côte d’Azur France continua a proporre dei momenti di sensibilizzazione alla danza. Questi momenti d’incontro artistico si dirigono al grande pubblico ma anche ai ballerini dilettanti, alle scuole di danza e agli istituti scolastici. Oltre ai laboratori pratici proposti dai ballerini delle compagnie di Mickaël Le Mer, Olivia Grandville, Chantal Loïal e la Compagnia Yeah Yellow, verranno realizzate delle master class dai ballerini di Kubilaï Khan e dai coreografi Noé Soulier, Bruno Bouché, Silke Z. e Laurynas Žakevičius & Airida Gudaitė.

Delle prove generali pubbliche, delle residenze artistiche di trasmissione della coreografia, un’accoglienza di residenza e un seminario arricchiranno il programma di mediazione che s’inserisce all’interno del progetto 100% EAC (Educazione Artistica e Culturale) organizzato dal Comune di Cannes per far sì che ogni allievo possa beneficiare di interventi volti alla scoperta di arti e cultura attraverso incontri, attività pratiche e apporti alla conoscenza.

Una programmazione poetica, aperta sul mondo, sensibile e attenta all’umanità, come rispecchiato nel cartellone di quest’edizione 2019, firmato da Cristina De Middel con la collaborazione di Bruno Morais*, dove la stoffa rossa di fronte all’oceano rappresenta la speranza, l’apertura e il fascino per orizzonti lontani…


www.palaisdesfestivals.com  

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